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IL PRETESTO CLIMATICO

Il pretesto climatico 1/3   L’ecologia di guerra (1970-1982)   di Thierry Meyssan Il Presidente Gerald Ford, il Segret...

giovedì 23 febbraio 2017

Medicina e Democrazia: del tradimento di Ippocrate e della medicina degli affari

di Domenico Mastrangelo





 Domenico Mastrangelo: medico specializzato in Ematologia, Oncologia, Oftalmologia e infine in Omeopatia. Dapprima ha diretto la ricerca clinica presso il centro di ricerca di una ditta farmaceutica, poi ha lavorato presso il centro di ricerca oncologica della Thomas Jefferson University e del Wills Eye Hospital di Philadelphia, dove ha appreso le tecniche di biologia molecolare per l’analisi del genoma delle cellule tumorali. Tornato in Italia, ha crea un laboratorio di ricerca presso il dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Siena, dove ancora oggi lavora. Ha scritto più di cento articoli e capitoli di libri in lingua inglese, impegnandosi prevalentemente nella ricerca in Oncologia e in Omeopatia, ma sempre contro il corporativismo medico, le conoscenze “imposte” e le “certezze” di una Medicina che ritiene debba essere radicalmente cambiata.



 Il contatto avuto con il Prof. Mamone Capria in relazione alla presentazione delle tesi contenute nel mio libro, è stato a dir poco illuminante. Sfogliando le pagine del sito che il professore mi ha consigliato, mi sono, per molti aspetti, riconciliato con questo nostro tanto vituperato Paese e consolato nell’apprendere che, contrariamente al senz’altro più famoso e celebrato cavaliere di Cervantes, non sono affatto solo a combattere una lotta che pure oggi sembra disperata, ossia quella per una corretta informazione in medicina ed in tutti i settori nei quali il potere del denaro, del commercio e dell’affarismo a tutti i costi, è il solo valore universalmente riconosciuto; al di sopra perfino dei valori etici, morali, culturali, civili e deontologici che pure dovrebbero essere parte integrante e strutturale di una qualsiasi società che voglia a ragione e con cognizione di causa definirsi “democratica”.

domenica 19 febbraio 2017

Geo-Ingegneria Unilaterale su scala planetaria


Seminario su Geo-Ingegneria Unilaterale su scala planetaria, il CFR
(Council On Foreign Relations) propone diversi metodi per 
“riflettere la luce solare verso lo spazio”

La GEO-INGEGNERIA da ATTUARE FORZATAMENTE
GEO-INGEGNERIA UNILATERALE

C.F.R

Maggio 2008

Unilateral Geoengineering
Non-technical Briefing Notes for a Workshop
At the Council on Foreign Relations
Washington DC, May 05, 2008

KATHARINE RICKE - M. GRANGER MORGAN AND JAY APT,
 (CARNEGIE MELLON) - DAVID VICTOR -
JOHN STEINBRUNER
( UNIVERSITY OF MARYLAND)

da: GEO-INGEGNERIA UNILATERALE – Workshop CFR del - 5 maggio 2008

Note informative non tecniche per un seminario presso le Relazioni Estere (CFR) di Washington DC, il 5 maggio 2008
da: Unilateral Geoengineering (PDF, 546K)


  • David G. Victor: Adjunct Senior Fellow for Science and Technology, Council On Foreign Relations.M. Granger Morgan: Head, Department of Engineering and Public Policy, Carnegie Mellon University.
  • John D. Steinbruner: Director, Center for International and Security Studies at Maryland.
  • Jay Apt: Distinguished Service Professor, Engineering and Public Policy, Executive Director, Carnegie Mellon Electricity Industry Center, Carnegie Mellon University.
  • Ken Caldeira: Chemical Oceanographer, Department of Global Ecology, Carnegie Institution of Washington.
  • Ralph J. Cicerone: President, National Academy of Sciences,
    David Keith: Director, ISEEE Energy and Environmental Systems, University of Calgary.
  • David D. Doniger: Policy Director, Climate Center, National Resources Defense Council.
  • Daniel Bodansky: Woodruff Chair of International Law, School of Law, University of Georgia.
  • Katharine Ricke: studente di dottorato presso l’Università Carnegie Mellon

Terzo Occhio: contributo di tre ghiandole Intervista a Corrado Malanga



di Anna Biason





 Corrado Malanga: Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa alle teorie sugli UFO ed ha collaborato con il Centro Ufologico Nazionale (CUN) in qualità di responsabile del comitato tecnico-cientifico. Dal 1° dicembre 2009 Malanga non fa però più formalmente parte dei Gruppi Stargate e del C.S.I. ma continua i suoi studi e le sue pubblicazioni con ricerche indipendenti.




sabato 18 febbraio 2017

Tossicità da metalli pesanti nell’autismo





 Per comprendere il danno provocato all’organismo dai metalli pesanti dovremmo avere una visione d’insieme di questi elementi (arsenico, cadmio, cromo, alluminio, piombo e mercurio) e di come interferiscono sui pathways biochimici.
 Negli ultimi anni con il termine metalli pesanti si è voluto determinare un gruppo di metalli e semimetalli, o metalloidi associati a tossicità, anche se ci sono da più parti indicazioni a una nuova classificazione come indicato dall’International Union of Pure and Applied Chemistry.
 Negli ultimi periodi sono stati introdotti nell'ecosistema diversi metalli di origine antropica che hanno aggravato l’inquinamento ambientale, un esempio tra i più importanti è l'incenerimento dei rifiuti; in questo caso i metalli pesanti che creano più preoccupazione sono: cadmio, cobalto, arsenico, cromo, mercurio, manganese, rame, tallio, nichel, piombo e alluminio. Il semimetallo degno di maggior attenzione per la tossicità e cancerogenicità è l’arsenico (spesso trovato nei capelli dei bambini con ASD – Autism Spectrum Disorder) che allo stato puro non sembra mostrare tossicità, ma lo diventano tutti i suoi derivati che entrano a far parte come composto nei pesticidi, erbicidi e insetticidi.

venerdì 17 febbraio 2017

La coscienza e l'anima possono essere investigate dalla scienza?



LA COSCIENZA E L’ANIMA
POSSONO ESSERE INVESTIGATE
DALLA SCIENZA ?
OPINIONE DI UN ASTROFISICO
Intervista a Massimo Teodorani
di Anna Biason



 In che modo la fisica quantistica è in grado di spiegare la coscienza?
 La fisica quantistica entra nello studio del cervello e quindi della generazione dei processi di coscienza, grazie al modello congiunto del famosissimo fisico-matematico britannico Roger Penrose dell’Università di Oxford e dell’anestesiologo statunitense Stuart Hameroff della Arizona University. L’ipotesi, che negli ultimi tempi sta prendendo sempre maggior forza e credibilità negli ambienti accademici, asserisce che i processi di coscienza siano dovuti alle Tubuline, proteine presenti nei Microtubuli, a loro volta componenti fondamentali del cervello che regolano le connessioni tra le sinapsi. In base alle loro peculiari caratteristiche, le tubuline costituiscono un tutt’uno a livello quantistico perché sono legate dalla stessa funzione d’onda, dal momento che sono intimamente legate tra loro da uno stato di “coerenza quantistica”, ovvero una forma di entanglement che lega localmente tra loro più particelle. Ciò che avviene nelle tubuline è in tutto identico a quello che succede con i fotoni prodotti da un Laser, ossia il blocco di tubuline in stato di coerenza collassa spontaneamente (per dirla nel gergo della meccanica quantistica) e in maniera orchestrata, come se un solo direttore controllasse il processo. La coerenza quantistica nei microtubuli, e quindi delle tubuline in essi contenuti, è garantita dal fatto che le particolari condizioni di isolamento dei microtubuli nel cervello, grazie alla mediazione di un tipo di “gel”, li rendono sufficientemente inattaccabili dal fenomeno della decoerenza, cosa che distruggerebbe il legame quantistico, e che si verifica quando un sistema quantistico si trova ad interagire con fattori fisici esterni.


giovedì 16 febbraio 2017

La Centesima Scimmia

Regia: Marco Carlucci
Anno di produzione: 2015
Tipologia: documentario
Paese: Italia

Noi siamo. La centesima Scimmia

Con queste frasi si chiude il teaser de “La centesima scimmia”, anteprima del nuovo film documentario del regista Marco Carlucci realizzato in collaborazione con Monia Benini, Carlo A.Martigli, Alberto Medici ed il contributo di economisti, scrittori, giornalisti, blogger, europarlamentari, giuristi, associazioni umanitarie ed i cittadini europei.

E’ il controracconto dell’attuale crisi finanziaria e sociale vista in un’ottica opposta a quella istituzionale, un punto di vista che mette in guardia la gente comune nei confronti della propaganda che da anni ripete il mantra di un prossimo miglioramento delle economie.

Il video incarna la visione sociale del cittadino, alternata dalle sconvolgenti dichiarazioni degli esperti e di quei pochi politici europei che mettono di discussione il ruolo della Banca Centrale Europea, della finanza speculativa e delle banche fiancheggiatrici.

E’ in questo clima che appare Hub, a rappresentare la protesta e l’esigenza di una reale democrazia. Hub è un nome fittizio, eloquente ed emblematico, dietro il quale si cela un misterioso blogger, che si materializza nei luoghi più disparati, davanti al Parlamento Europeo o al centro delle proteste popolari in Spagna, Grecia ed Italia. Hub è il pensiero contro, informato e libero, che aiuta a comprendere le trame dei nuovi padroni del mondo, e mostra come sia un diritto e un dovere di ciascuno difendersi e provare a ribaltare tale logica dispotica.

“La centesima scimmia” è un documento senza confini, che concede spazio e voce alle teorie alternative al dogma dell’austerity, al ruolo centrale della Germania e alle soffocanti ricette economiche imposte dai governi ai cittadini, come se fossero l’unica via d’uscita. Con tutto il dramma derivante dalla perdita del lavoro, della casa, della dignità e di ogni futuro. In un mix di forza e di passione, “La centesima scimmia” mostra l’Europa dei popoli, uniti oggi sotto il tallone oppressivo della finanza e delle banche, l’altra Europa.






mercoledì 15 febbraio 2017

Aumentano le probabilità di una glaciazione



 
 Quando, nel 1997, il Summit delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici stilò il Protocollo di Kyoto e lo presentò ai governi di tutto il mondo come metodo volto alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’ottica di contenere il riscaldamento globale, si decise volutamente di tralasciare antecedenti preoccupanti prospettive di un’imminente raffreddamento climatico. Secondo Al Gore, il riscaldamento globale è una partita di responsabilità:

martedì 14 febbraio 2017

BATTERI, VIRUS, PARASSITI - le verità scomode



 Per scrivere qualcosa di interessante sui microorganismi che “ospitiamo” (uso questo termine perché è l’unico che si dovrebbe usare perché è documentato da anni che nel nostro corpo vivono più batteri e virus delle cellule stesse), devo ritornare indietro alla fine dell’ottocento e raccontarvi tutta la storia.
 Una storia vera ma taciuta dalla scienza accademica ed ortodossa. Nessuno di voi, di certo, conosce il grande Antoine Bechamp, microbiologo e bionaturalista francese (1816-1908). Vero? Dovete sapere che egli fu l’iniziatore della teoria del “Pleomorfismo” ed ha messo le basi per una particolare visione olistica dell’esistenza delle forme parassitarie del corpo umano che avrebbe cambiato la visione scientifica attuale se non fosse comparso sulla scena il notissimo “farmacista” e commerciante L.Pasteur (1822-1895) il quale, al contrario, postulava la immutabilità delle forme batteriche e che, ad una data patologia, corrispondeva sempre uno specifico agente eziologico.

lunedì 13 febbraio 2017

UNA RIFLESSIONE SULLE BIOTECNOLOGIE





 Alcuni hanno chiamato gli oppositori degli organismi geneticamente modificati retrogradi, oscurantisti contro lo sviluppo scientifico e il progresso.
Dietro a questo cosidetto Sviluppo, concetto cosi' relativo e spacciato come univoco da coloro che proclamano le "future sorti positive della scienza", dietro a questa fragile opera di addomesticamento retorico, si nasconde tutta una serie di dati reali sui quali è necessario riflettere, se si vuole porre correttamente la questione delle biotecnologie.

domenica 12 febbraio 2017

Che cosa ci separa dalla realtà? di Jiddu Krishnamurti

Jiddu Krishnamurti

 Discorso dell'8 luglio 1980 - Saanen, da: La fine del dolore.

L’altro giorno abbiamo parlato dei milioni di anni di evoluzione, attraverso i quali sono passati gli esseri umani. Evoluzione implica tempo, non solo tempo fisico ma anche tempo interiore, psicologico.

Fin dal principio del suo esistere sulla terra, l'essere umano è cresciuto passando attraverso esperienze di ogni genere, sventure, disgrazie, ansie, paure. Così il nostro cervello ha assunto una determinata struttura, venendo modificato e plasmato dalle condizioni di vita in cui si è trovato ad evolvere.

La struttura del cervello è il risultato di quel processo nel tempo che chiamiamo evoluzione.
Ora la mente e il cervello, che sono una sola e unica cosa, non potranno mai essere liberi.

Stiamo cercando di scoprire per quale motivo gli esseri umani, pur avendo ormai dietro le spalle milioni di anni di esperienze di dolore, di piacere, di paura, continuino a vivere tuttavia sempre allo stesso modo.

Ci siamo chiesti l'altro giorno quale potrebbe essere la causa di questa situazione terrificante di incertezza, di confusione, di sofferenza.

E abbiamo detto che una causa potrebbe essere il fatto che l'essere umano non ha mai rinunciato, nemmeno per un momento, alla ricerca della propria sicurezza, sia esteriormente, nella sua relazione con l'ambiente, sia interiormente, sul piano psicologico.

Questa potrebbe essere una delle cause che hanno determinato l'attuale miserevole situazione.

sabato 11 febbraio 2017

MODIFICAZIONE CLIMATICA ovverosia INGEGNERIA CLIMATICA

 
Il sistema "climatico" della Terra


 
PREAMBOLO

 UN ALTRO ASPETTO, già studiato, del surriscaldamento planetario (possiamo definirla l’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA”) indica che questo fenomeno potrebbe essere la causa di un rinnovato periodo di glaciazione.

 Ricerche e studi di PALEOCLIMATOLOGIA da parte dei ricercatori del GFDL ed altri, hanno appurato che nel passato a fronte del fenomeno di riscaldamento terrestre, che lasciava intendere il perdurare di condizioni Meteo/Climatiche indirizzate sempre più verso il caldo, si arrivava ad un punto critico - anche nel giro di pochi decenni - il quale portava il pianeta ad un rinnovato periodo glaciale in netta contrapposizione a quanto invece ci si aspettava.
 La causa di ciò è stata individuata nella interazione esistente tra l’atmosfera e le correnti marine modificate. Questo avvenimento, nel passato della Terra, fu originato da cause del tutto naturali; oggi la situazione sarebbe spaventosamente più insidiosa per il fatto che a produrla vi sarebbe la sinergia negativa tra cause naturali e cause antropiche.
 Di seguito si prende, quale esempio di presentazione, ciò che accadrebbe “IN CASA NOSTRA”.
Nei mari del pianeta avviene una circolazione costante di correnti marine come quella che troviamo in atmosfera. Esiste una Circolazione Generale dell’Atmosfera (C.G.A) come esiste una Circolazione Generale Marina (C.G.M.).

venerdì 10 febbraio 2017

Chemical Weapons Convention






“..quando ai soldati di Ypres si
parò dinanzi, per la prima volta, la gialla nube
mortale di cloro e fosgene, si apre un capitolo nuovo
nella storia della guerra...”
Conferenza tenuta nella R. Università di Genova a cura del Comando
della Corte Universitaria S. Giorgio il 3 febbraio 1932
dal Dr. Alberto Soldi e pubblicata in La Chimica nell’industria
nell’agricoltura nella biologia,
Anno VIII, n.3 (1932), pag. 114.


giovedì 9 febbraio 2017

AMMAZZARE IL TEMPO

  La dimensione del tempo ultimamente sta ricevendo grande attenzione a giudicare dal numero di film incentrati su questo tema, come Ritorno al futuro, Terminator, Peggy Sue si è sposata ecc. A Brief History of Time di Stephen HawkIngs (1989) è stato un best-seller ed è diventato, cosa ancora più sorprendente, un popolare film. Notevole, oltre al diversi libri sul tempo, è il numero ancora più alto di quelli che in realtà non ne parlano, ma che comunque comprendono questa parola nei loro titoli, come The Color of Time: Claude Monet di Virginia Spate (1992). Tali riferimenti riguardano, seppure indirettamente, l'improvvisa, angosciante consapevolezza del tempo, lo spaventoso senso di essere legati ad esso. Il tempo è sempre in maggior misura una manifestazione chiave dell'insoddisfazione e dell'umiliazione che caratterizzano l'esistenza moderna: illumina l'intero panorama deformato e lo farà in modo sempre più pesante finché questo panorama e tutte le forze che lo modellano non cambieranno al punto da divenire irriconoscibili. Questo contributo all'argomento ha poco a che fare con il fascino esercitato dal tempo su produttori cinematografici e televisivi, o con l'attuale interesse accademico per le concezioni geologiche del tempo, la storia della tecnologia degli orologi e la sociologia del tempo, o con osservazioni personali e consigli su come utilizzarlo. Né gli aspetti né gli eccessi del tempo meritano tanta attenzione quanto la sua logica e il suo significato intrinseco. Perché nonostante la natura inquietante del tempo sia diventata. secondo John Michon (1988) "quasi un'ossessione intellettuale", la società è palesemente incapace di gestirlo. Il tempo ci presenta un enigma filosofico, un mistero psicologico e un rompicapo per la logica. Non sorprende che, considerando l'enorme reificazione che esso comporta, siano stati espressi dubbi sulla sua stessa esistenza fin da quando l'umanità iniziò a distinguere il "tempo" dai cambiamenti visibili e tangibili nel mondo. Come disse Michael Ende (1984): "C'è nel mondo un grande, seppure ordinario, segreto. Tutti ne siamo a conoscenza, ognuno ne è consapevole, ma pochissimi se ne interessano. La maggior parte di noi semplicemente lo accetta e non ci pensa mai. Questo segreto è il tempo".

mercoledì 8 febbraio 2017

Capire il torto






 „In Israele vince chi porta in dote ai propri elettori 
più teste palestinesi mozzate.“
 Vittorio Arrigoni




di Paolo Barnard



La falsa narrativa sul conflitto

Per comprendere il conflitto israelo-palestinese, paradossalmente, è molto meno necessario leggersi i giornali e la cronaca e guardare la televisione piuttosto che invece andarsi a ripescare eventi che sono talmente lontani che in apparenza vien da dire “ma cosa c'entra? Come ci aiuta a capire quello che sta succedendo oggi in Palestina?”. Il problema centrale del conflitto israelo palestinese, ma è soprattutto la tragedia palestinese, è “com'è stata raccontata nella storia”. Io sono profondamente convinto che se venisse raccontato quello che è realmente accaduto, se l'opinione pubblica occidentale avesse ricevuto un racconto radicalmente diverso da quello che ha ricevuto sul conflitto, il conflitto non sarebbe neppure più in corso.

lunedì 6 febbraio 2017

Guerra chimica: breve storia delle Convenzioni che hanno tentato di limitare l’uso delle armi chimiche



 
“Nulla è più espressamente
proibito dell’uso di armi avvelenate”

Robert P. Ward
The Man of Independence (1827).


Durante il “IV Congresso Nazionale di Chimica Pura e Applicata” a Roma nel Giugno 1932 11 è stato detto da Paolo Grottarelli che ”disgraziatamente il campo degli esplosivi bellici è, per eccellenza, il campo dei misteri e delle paratie stagne; quello nel quale notizie attendibili si hanno in tutti i modi fuorché attraverso le pubblicazioni scientifiche e lo spoglio il più minuto dei brevetti”.

giovedì 2 febbraio 2017

Manifesto del Libero Pensatore

di G. Z McGee
Traduzione di Anticorpi.info

"Per propria stessa natura - che lo voglia o no - l'uomo è incline a cercare una qualche autorità superiore. Se riesce a trovarla in se stesso si tratta di un uomo superiore; in caso contrario è un uomo-massa e deve ricevere l'autorità dai propri superiori."
José Ortega y Gasset

Uno spettro si aggira in mezzo allo status quo: è lo spettro del libero pensiero. Ahimè, l'uomo-massa è troppo 'massa' e non abbastanza 'uomo.' Troppo vittima e non abbastanza eroe. Troppo pavido e non abbastanza coraggioso.

Da troppo tempo il suo cervello è diventato cadaverico. La sua mente oscurata dall'assenza di immaginazione e dal divide et impera. I suoi occhi, occhi da mucca, occhi sorvegliati, occhi da vittima. Il suo cuore, represso e soffocato da troppa schiavitù dalle nove alle cinque e non abbastanza strafottente d'anarchia.

L'universo è una simulazione?




Teorizzato dai filosofi, studiato dai fisici, preso sul serio dai titani della Silicon Valley: torna il più radicale dei dubbi.


Nell’aprile scorso l’American Museum of Natural History di New York ha ospitato l’annuale “Isaac Asimov Memorial Debate” e ha invitato alcuni ospiti illustri a discutere del quesito “Il nostro universo è una simulazione?”. Per l’esattezza si trattava del filosofo David Chalmers, autore di Che cos’è la coscienza?; e dei fisici teorici Zohreh Davoudi, James Gates Lisa Randall e Max Tegmark. A moderare l’incontro c’era l’astrofisico Neil deGrasse Tyson, il volto più noto della divulgazione scientifica americana. Tanta concentrazione d’intelligenza per una domanda così bizzarra sembrerebbe una perdita di tempo. Se non che tutti i relatori, con l’eccezione di Lisa Randall, sono sostenitori più o meno convinti del cosiddetto simulation argument: l’ipotesi secondo cui l’universo sarebbe una simulazione informatica programmata da una super-intelligenza esterna alla nostra realtà. Specificità tecnologiche a parte, non si tratta di un’idea nuova. Dal velo di Maya alla caverna di Platone, dal dubbio metodico di Al-Ghazali al genio maligno di Cartesio, per finire con l’esperimento mentale del cervello nella vasca di Putnam; lo scetticismo circa l’autentica natura della realtà ha attraversato tutte le epoche e le latitudini del pensiero.

mercoledì 1 febbraio 2017

Etica e capitalismo

 
La mondializzazione tecno-economica, vale a dire quella dei processi compresi di solito sotto questa espressione (l'emergere dominante delle imprese transnazionali, la sconfitta della politica e la minaccia di una tecnoscienza incontrollata), trascina con sé quasi automaticamente una crisi morale. Cause e conseguenze della mondializzazione dei mercati, le multinazionali si presentano come i "nuovi signori del mondo". Si tratta di "dirigenti" impreparati al loro ruolo, appena coordinati da un sistema internazionale incapace, che non si trovano ancora di fronte né una società civile mondiale, né significativi contro-poteri. Il potere finanziario dà loro i mezzi per comprare e mettere al proprio servizio gli Stati, i Partiti, le Chiese, i Sindacati, le ONG, i mass-media, gli eserciti, le mafie, eccetera. Da ciò sorge la necessità di "codici di buona condotta" che fondati su una morale universale minima da definire, s'impongono al comportamento di questi giganti, nei rapporti tra loro stessi e soprattutto verso gli altri.

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